Che cosa è il peeling?
1 Aprile 2020
In Folio, 14 APRILE 2020
15 Aprile 2020

Tumore della vescica, fattori di rischio e diagnosi

Il tumore della vescica è il secondo tumore più frequente in urologia, dopo quello della prostata, ma, a differenza di quest’ultimo, è fortemente legato a fattori ambientali, in particolare al fumo di sigaretta.
Il rischio di contrarre questa patologia nel fumatore è da 4 a 5 volte superiore rispetto a chi non ha il vizio del tabagismo. Altri fattori di rischio noti sono l’esposizione ad ammine aromatiche e nitrosamine (solventi, industria tessile e concia delle pelli), radioterapia, parassiti delle vie urinarie (rari nei nostri climi). Al momento della diagnosi, fortunatamente, la stragrande maggioranza di queste neoplasie è non-muscolo-invasiva, ossia non ha ancora intaccato la parte profonda dell’organo, rendendone possibile l’asportazione chirurgica senza dover sacrificare la vescica.

Purtroppo non esiste un protocollo scientificamente validato di screening di questo tumore, pertanto è ancora più importante evitare il fumo di sigaretta. Il primo sintomo in genere è l’ematuria monosintomatica, ossia la presenza di sangue nell’urina senza altre manifestazioni. In ogni caso, un’ematuria, sia macroscopicamente evidente, sia presente solo all’esame urine, deve sempre essere indagata fino a trovarne la causa o fino ad escludere la presenza di un tumore.

L’ematuria è un sintomo che si può correlare anche ad altre patologie, quali infezioni delle vie urinarie, calcoli, traumi, patologie renali. Le urine inoltre possono avere un colore anomalo anche per altri motivi, non necessariamente a causa della presenza di sangue.
Il paziente che nota un colore anomalo delle urine deve portare questo reperto all’attenzione del proprio medico o dell’urologo, che prescriverà ulteriori accertamenti per indagarne l’origine: esami ematochimici, esame urine, urinocoltura, esame citologico delle urine, ecografia dell’apparato urinario. Se questi esami non forniscono una spiegazione alternativa del fenomeno o se pongono il sospetto di una neoplasia, sarà necessario approfondire con una cistoscopia e/o una TC con mezzo di contrasto.


L’esame citologico delle urine serve a ricercare cellule maligne dell’urotelio (epitelio di rivestimento delle vie urinarie) all’interno di campioni di urina raccolti in più giornate. Purtroppo questo test ha numerosi limiti: non è semplice riconoscere una cellula sana da una patologica, pertanto solo quelle più alterate (tumori più aggressivi) risultano ben distinguibili e non è scontato che il tumore abbia un tasso di esfoliazione sufficiente ad avere abbastanza cellule per una corretta valutazione (per questo si ripete su più giorni). Infine, se sono presenti numerosi globuli rossi, questi copriranno le cellule uroteliali da esaminare (l’esame va infatti eseguito ad urine chiare, non quando c’è sangue). Il vantaggio dell’esame è che vengono esaminate cellule provenienti da tutte le vie urinarie, uretere e pelvi renale compresi, non solo del tratto inferiore.

L’ecografia, che deve essere eseguita a vescica piena, permette di vedere eventuali neo-formazioni maligne sia direttamente (in alcuni casi hanno l’aspetto “a fungo” che emerge dalle pareti della vescica), sia indirettamente, ad esempio quando occludono uno sbocco ureterale, impedendo il deflusso dell’urina e causando una dilatazione del rene a monte (idronefrosi). Purtroppo alcuni tumori sono piatti e sostanzialmente invisibili con la metodica ecografica, non alterando il profilo della parete ed incidentalmente si tratta spesso delle forme più gravi.

La cistoscopia è un esame invasivo, che consiste nell’introduzione attraverso l’uretra (il canale di uscita dell’urina dalla vescica) di un tubicino con una fibra ottica che permette di visualizzare l’interno della vescica. Gli strumenti più moderni sono piccoli, lisci, estremamente morbidi e flessibili, riducendo molto la sgradevolezza della procedura che, salvo situazioni di irritazione della mucosa e restringimenti dell’uretra, non è dolorosa ma solo fastidiosa. È il cardine della diagnosi, ha lo svantaggio di essere limitata alla vescica ed all’uretra, non potendo risalire ulteriormente con lo strumento.

La TC con mezzo di contrasto è un esame radiologico che permette di “tagliare a fettine” virtualmente il corpo. Grazie al mezzo di contrasto è possibile valutare anche la vascolarizzazione delle strutture, facilitando il riconoscimento di eventuali tumori. È un esame “panoramico”, ossia valuta tutto il distretto anatomico, consentendo una buona stadiazione della malattia, ma ha alcuni limiti sugli organi cavi (come la vescica), in particolare quando i tumori sono piatti.
È importante quindi una visita urologica in presenza di sangue nelle urine, ma anche in presenza di sintomi irritativi cronici che non trovano spiegazione, per stabilire quali accertamenti eseguire per giungere alla diagnosi.