Prevenzione infertilità maschile.

La spesa di Novembre
5 novembre 2018

Prevenzione infertilità maschile.

Parallelamente all’esplosione demografica su scala mondiale dell’ultimo secolo, si e’ assistito negli ultimi decenni al paradosso della diminuzione significativa della fertilita’ di coppia.

Secondo l’OMS le coppie infertili nel mondo sono circa 50 milioni con un incremento negli ultimi 20 anni superiore al 10%. Nei paesi industrializzati circa il 15 % delle coppie ha difficolta’ a procreare e le cause di infertilita’si distribuiscono in proporzioni uguali tra il partners. Per quanto riguarda la componente maschile, recenti studi,sempre confermano che il progressivo peggioramento del liquido seminale sia da attribuire agli stili di vita e ai mutati fattori ambientali. Tra gli stili di vita, l’alimentazione gioca un ruolo importante non solo nell’ambito della prevenzione ma anche in quello della terapia, mentre tra i fattori ambientali, marcato e’ quello dovuto all’inquinamento atmosferico.

Con l’abolizione nel 2005 della visita di leva obbligatoria, che in passato costituiva l’unica forma di screening andrologico su larga scala, e’ venuta meno,l’unica attivita’ preventiva di 1° livello per i giovani. A differenza delle donne che si rivolgono al ginecologo in eta’ adolescenziale, molti uomini in giovane eta’ ignoranoche il benessere fisico, nonche’ sessuale, richiede una giusta prevenzione che vede nell’esame del liquido seminale una importante indagine di controllo.

Buona parte delle cause di infertilita’ maschile sono innescate da problemi gia’ presenti in adolescenza, basti a pensare a patologie come il varicocele e alla ritenzione dei testicoli con la mancata discesa nella tasca scrotale.
Due ragioni fondamentali ci inducono a parlare di varicocele: l’elevata incidenza e la possibilità di modificarne il decorso se diagnosticata in giovane età.
Questa patologia, infatti, interessa approssimativamente un maschio su 5-7 e studi clinici hanno dimostrato come la sua correzione precoce migliori numero e motilità degli spermatozoi dei giovani che si sottopongono all’intervento.
Per comprendere di cosa si tratti, dobbiamo partire dall’anatomia vascolare venosa del testicolo. Il ritorno del sangue che ha ceduto ossigeno ai testicoli avviene, bilateralmente, attraverso un sistema di vasi detti plessi pampiniformi, che confluiscono a formare in genere una (talvolta più di una) vena detta spermatica. A destra questo vaso si getta nella vena cava, mentre a sinistra è tributario della vena renale sinistra. Questa asimmetria naturale del circolo venoso umano si riflette anche nell’angolo di incidenza delle vene spermatiche: a destra questo angolo è acuto con la cava, mentre a sinistra è retto con la renale.

Nei soggetti predisposti ciò favorisce, a sinistra, un reflusso di sangue dal rene verso il testicolo e spiega l’asimmetria dell’incidenza di questa patologia, che interessa nell’85% dei casi solo il testicolo sinistro. È fondamentale che la spermatogenesi avvenga a bassa temperatura, per questa ragione il testicolo è posto nello scroto, esternamente all’addome, dove riceve meno calore. Un reflusso di sangue dal rene interferisce con questo meccanismo, peggiorando la qualità della produzione degli spermatozoi in entrambi i testicoli. Inoltre, il ristagno di sangue non permette l’eliminazione delle tossine normalmente prodotte come scarto del metabolismo, con danno del testicolo sinistro, che può ridursi di dimensioni (atrofia).
Questa condizione, legata ad una debolezza venosa costituzionale del soggetto affetto, è spesso asintomatica, anche se nei casi più gravi può presentarsi come un senso di pesantezza dello scroto, soprattutto durante la posizione eretta o l’attività fisica. La diagnosi viene sospettata con la visita, durante la quale il medico palpa con le dita una tumefazione molle al di sopra del testicolo sinistro, ed è confermata con l’ecocolordoppler, una indagine ecografica non invasiva.
Qualora dovesse essere riscontrato un varicocele importante in un giovane che non ha ancora avuto figli, può essere consigliabile correggere la patologia per evitare che negli anni essa sia causa di una riduzione della fertilità. Una visita urologica verso il termine della pubertà permette di individuare i casi potenzialmente dannosi e contribuire a salvaguardare la funzione riproduttiva in futuro.