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Il bullismo. Che cos’è?

Il bullismo è un fenomeno che si diffonde soprattutto tra i banchi di scuola, in cui un soggetto che si percepisce forte (il bullo), mette in atto delle azioni, sia verbali, che fisiche, intenzionali e violente volte a creare uno stato di sofferenza, di emarginazione dal gruppo e di svalutazione dell’identità, verso un altro percepito come più “debole” (la vittima). Rappresenta un comportamento sistematico e ripetuto in una situazione di disuguaglianza di forza e di potere. Generalmente sono più i maschi che le femmine a svolgere tali atti aggressivi.

Nel caso delle ragazze il bullismo si manifesta con modalità più sottili, raffinate e indirette, come la calunnia e la maldicenza che sono più difficili da individuare.


Il comportamento del bullo è, però, sempre la manifestazione di un disagio interno e una richiesta indiretta di aiuto, che spesso è il risultato di dinamiche famigliari e di una traumatizzazione precoce, come l’assistere alla violenza domestica, o l’avere dei modelli genitoriali maltrattanti. Inoltre, il bullismo può essere scatenato da diversi fattori, come l’aspetto esteriore, la numerosità delle classi, i loro rituali, atteggiamenti competitivi messi in atto dai ragazzi o dagli stessi insegnanti che possono incrementare il fenomeno all’interno dell’ambiente scolastico.

Conseguenze e sintomi
Per le sue caratteristiche e il danno psicologico conseguente, il bullismo può essere considerato alla stregua di un evento traumatico. Le vittime di bullismo possono manifestare:
Stress;
Mal di stomaco;
Mal di testa;
Incubi;
Stati d’ansia e/o attacchi di panico.

Gli effetti del bullismo possono generare nelle vittime anche difficoltà nell’attenzione e sull’apprendimento, o indurre tentativi di allontanamento scolastico e paura di andare a scuola e/o uscire di casa. Inoltre, una volta divenute adulte, possono sviluppare anche disturbi emotivi e sintomi depressivi.

EMDR, psicologia e bullismo
L’EMDR è una tecnica indicata anche per i traumi relazionali e interpersonali come quelli generati dal bullismo. Essa aiuta le vittime a rielaborare l’impatto emotivo degli episodi di bullismo, eliminando la parte più traumatica che viene quindi abbandonata nel passato e rafforzando la loro autostima. In questo modo è possibile liberarsi dalle conseguenze psicologiche di questi eventi così stressanti. In seguito all’EMDR con il supporto di una terapia psicologica, le vittime riescono a vedere in modo più costruttivo queste vicende e possono sviluppare un nuovo senso di efficacia e una personalità più ricca e piena di risorse.
È possibile lavorare anche con il bullo portandolo a rielaborare gli eventi e i modelli che possono averlo condotto a sviluppare un atteggiamento così aggressivo, ma anche lo si può avvicinare a modalità alternative di comportamento più sane per lui e per gli altri. Un trattamento psicologico unito alla pratica dell’EMDR sui bulli può aiutarli soprattutto a sviluppare una buona empatia e una capacità di modulare e gestire la rabbia e l’aggressività.