Studi di neuroimaging sull’EMDR

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Studi di neuroimaging sull’EMDR

 

La tendenza oppressiva a rivivere il trauma attiva le reti neurali coinvolte nelle risposte legate alla paura, causando modificazioni in specifiche aree del cervello.

Uno degli studi più recenti (2012) realizzato dallo scienziato Marco Pagani dell’Istituto di Scienza e Tecnologia della cognizione del CNR di Roma in collaborazione con il Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell’Università Tor Vergata, è il primo al mondo a dimostrare gli effetti in tempo reale di una terapia psicologica.

La ricerca ha coinvolto dieci soggetti con grave trauma psichico e 10 controlli sani non traumatizzati. Con la tecnica della neuroimmagine funzionale si è dimostrato che esiste un cambiamento significativo nell’attivazione delle aree cerebrali dopo la terapia con EMDR, da regioni limbiche con una valenza emotiva elevata a regioni corticali con una valenza associativa.

In pratica l’EMDR trasforma l’esperienza da emotiva in cognitiva, in cui diverse regioni cerebrali partecipano all’elaborazione dell’esperienza.