Crioterapia per la riduzione del grasso in eccesso

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Crioterapia per la riduzione del grasso in eccesso

nude-1403269TERAPIA DI SUCCESSO ANCHE NELLA RIDUZIONE DEL GRASSO IN ECCESSO
Oltre al campo prettamente riabilitativo, sportivo, ortopedico, vascolare, la crioterapia ma anche lo shock-termico, hanno trovato negli ultimi anni, grazie alle evidenze derivanti dagli studi di alcuni studiosi universitari statunitensi, applicazione anche nella medicina fisio-estetica, ove la crioterapia, portando a necrosi le cellule di grasso, può consentire una riduzione significativa dell’eccesso di grasso corporeo.

La Cryothermolipolisi è una procedura non invasiva, indolore che prevede il raffeddamento controllato delle cellule di grasso per innescare il processo di lipolisi. E’ adatta a donne e uomini e viene eseguita in ambulatorio mediante un manipolo freddo di forma cilindrica che il medico pone a contatto con la parte da trattare.

Ricercatori di prestigiose università americane hanno osservato che l’abbassamento della temperatura determina “il decadimento” della cellula adipocitaria; inoltre, grazie al processo di raffreddamento, anche gli adipociti che inizialmente non hanno risentito dell’abbassamento della temperatura vengono “colpiti” e quindi riassorbiti.

I risultati sono significativi dopo 4-8 applicazioni (da eseguire una volta a settimana).

Grazie al meccanismo apoptotico ed al processo “di degradazione” indotto, il grasso continua costantemente ad essere riassorbito in modo fisiologico fino ad un massimo dei successivi 3 mesi dal trattamento.


L’emissione criogenica, (la testina del manipolo, grazie ad una cella di Peltier interna all’apparecchiatura, è in grado di raffreddarsi), oltre a dare più “tono” al tessuto cutaneo, esercita una vera e propria “ginnastica vascolare”, alternando fasi di vasocostrizione indotta a fasi di vasodilatazione, favorendo in tal modo un miglioramento del disturbo circolatorio. Gli arti inferiori risultano quindi più leggeri, più sgonfi e più snelli.


E’ fondamentale rilevare che i vasi sanguini, il sistema linfatico ed e nervi, non subiscono nel corso del trattamento alcuna alterazione, per la selettività delle frequenze utilizzate che sono specifiche per il tessuto adiposo.
Grazie all’effetto del freddo sulla pelle, a contatto del manipolo raffreddato, il trattamento è indolore: al termine del trattamento si potrà riscontrare solo un leggero rossore.
I risultati sulla pelle a “buccia d’arancia”, visibili sin dalle prime sedute sono stabili nel tempo e sono ottenuti grazie al ripristino della funzione dei vasi linfatici “decompressi” dagli adipociti ormai ridotti di volume. I vasi linfatici resi così liberi dallo stato di compressione precedente, riprendono in modo assai rapido il loro potere drenante.
Il “Cryo t-shock” è un sistema di modellamento della silhouette localizzato. Può essere impiegato nel corso di una dieta alimentare per ottenere un dimagrimento omogeneo o in sinergia con altri trattamenti (RF, elettroterapia drenante) al fine di armonizzare la figura nella sua interezza, rendendo la pelle liscia e ben levigata.

crioterapiaÈ una metodica definitiva?
La metodica consente effettivamente di ridurre le cellule adipose a livello locale (cioè là dove è stato praticato il trattamento). La riformazione del grasso in quelle zone dipende dalle condizioni soggettive del paziente, dal suo metabolismo, dal suo comportamento dietetico, di movimento.
Quindi, in sintesi la metodica è definitiva nei limiti del ripristino delle condizioni fisiologiche, dietetiche, comportamentali del paziente trattato.

Quante sedute?
Sin dalla prima seduta in ambito estetico si ha quanto meno un miglioramento dell’aspetto estetico della pelle, una migliore tonificazione ed a volte, nei casi più eclatanti, anche una vera e propria riduzione di volume. Ma i risultati cominciano a diventare stabili a partire dalla terza/quarta seduta.
Si consiglia di effettuare un trattamento a settimana, seguito nella stessa giornata od anche in giornate diverse da un drenaggio.

Alcune controindicazioni
Anche per la crioterapia sono state individuate però alcune controindicazioni. Oltre allo stato febbrile, scompenso cardiaco, claustrofobia severa, bisognastare attenti a precedenti paralisi a frigore al nervo facciale; malattia di Raynaud e a ipotiroidismo non corretto da trattamento farmacologico. La terapia è sconsigliata anche in caso di trombosi agli arti inferiori, neoplasie, insufficienza respiratoria severa e infezioni acute respiratorie.