Il buon funzionamento dell’intestino

INDICE DI MASSA CORPOREA
21 novembre 2016
Progetto TUKIKI
5 dicembre 2016

Il buon funzionamento dell’intestino

Tra luoghi comuni e rimedi della nonna… proviamo a capire meglio come funzioa il nostro intestino.
offal-1463369_1280Si dice che l’assunzione di fermenti lattici faccia bene alla flora batterica intestinale, quindi la regolare assunzione dei medesimi sia da consigliarsi a tutte le età. Sarà cosa corretta?
L’ impiego di prodotti contenenti fermenti lattici dovrebbe rispettare alcune regole:
  • il ceppo batterico (qualsiasi) dovrebbe vivere ed essere conservato in ambiente secco (privo di umidità ), infatti se si mescolasse un ceppo su  vari substrati, il ceppo si inumidirebbe e si inattiverebbe. Dovrebbe essere  conservato a basse temperature.
  • La maggior parte dei prodotti in commercio se fosse sottoposta ad analisi evidenzierebbe che i batteri dichiarati (Acidophylus, Bifidum etc) sono quasi tutti inattivi, quindi il prodotto sarebbe poco utile.
Il consumatore  dovrebbe adoperare:
  • probiotici quasi “freschi” (prodotti da poco tempo) conservati a bassa temperatura e con un indice di umidità bassissimo,
  • non superare mai la durata di 20-30 gg di assunzione.
Le patologie intestinali o meglio le disbiosi, vanno affrontate valutandone le cause, somministrando per brevi periodi i lactobacilli  (21-30 gg), perché l’uso indiscriminato e selvaggio di pre e probiotici esogeni comporta una sorta di assuefazione intestinale con difficoltà dello stesso a riprendere la normale funzionalità, una volta sospesi i “fermenti lattici” e perpetuazione della disbiosi.

 

Il buon funzionamento  dell’intestino dipende dalla collaborazione tra alimentazione, sistema nervoso, ormonale, habitat ( familiare, lavorativo, emozionale…)
Per l’alimentazione, trattata dal prof. Seignalet, docente universitario di alimentazione a Montpellier esponeva alcune tesi:
  • la maggior parte delle reazioni chimiche dell’organismo umano è catalizzata da enzimi. Essi  hanno due proprietà: a)per agire sul substrato, l’enzima deve legarsi in modo transitorio e deve essere complementare; b)l’enzima ha bisogno di cofattori, quali vitamine e/o  minerali.
Il nostro stato di salute dipende anche dal buon funzionamento degli enzimi. Occorre che essi agiscano nelle migliori condizioni possibili, ed il mezzo più efficace è costituito da una alimentazione  accurata, composta da micronutrizione e macronutrizione.

La micronutrizione permette di fornire all’organismo minerali e vitamine, cofattori degli enzimi, alcune molecole che l’organismo non è in grado di produrre, come, per esempio, alcuni acidi grassi polinsaturi. La micronutrizione è utile, ma da sola non è in grado di guarire le malattie più gravi.

La macronutrizione apporta agli enzimi i substrati adeguati ed eliminandone  altri. La tecnica consiste nell’escludere alcuni alimenti dannosi. L’alimentazione  attuale è spesso causa di malattie, spesso agendo con una modificazione del tenue conseguenza è la comparsa, di molecole, che non possono essere scisse o deframmentate dagli enzimi, mentre la mucosa intestinale viene lesa e resa eccessivamente permeabile.
Attraverso un tale tipo di mucosa, entrano nel flusso sanguigno grosse molecole alimentari e batteriche, che possono concorrere a causare alcune patologie.
I peptidi, sono molecole capaci di riconoscere i linfociti T, sono i responsabili delle malattie autoimmuni; le molecole non peptidiche si accumulano negli spazi extra-cellulari ed all’interno delle cellule, provocando patologie da “accumulo”: fibromialgia, diabete di tipo 2 e la maggior parte dei tumori; l’eliminazione di molecole pericolose da parte dei leucociti, può provocare l’infiammazioni e difficoltà escretorie e potrebbero aversi: asma, psoriasi, morbo di Crohn.
L’alimentazione dovrà essere rimodellata con esclusione di latte e derivati, i cereali transgenici, prodotti cotti al di sopra dei 110°C.
[tratto da www.phytoitalia.it]